NOW – 2014/2016

“L’artista deve avere i piedi per terra e la testa fra le stelle”

L'Accademia è strutturata in due annualità. Ogni annualità prevede 11 weekend di due giorni (sabato e domenica) e una residenza artistica di 7 giorni per un totale di 240 ore.

Una scuola che apre ad un'idea di un fare Arte integrando linguaggi, tradizioni, tecniche, strumenti, pratiche diverse, che partono direttamente dall’esperienza di persone che restituiscono all'Arte un'importanza viscerale per la propria vita.

Questa formazione è indirizzata a persone che scelgono di fare Arte per vivere, aspetto che non va considerato così scontato, specie se si pretende di non copiare la realtà ma di immaginarla.

Il fare Arte che proponiamo è un esercizio continuo di libertà intellettuale ed estetica, nell'Arte come nella vita, “La libertà è il diritto dell'anima di respirare”.

Un modo di fare Arte fondamentalmente conviviale, comunitario, che segue la radice etimologica di comunità (cum-munus) ovvero dono, il dono di stare insieme.

Un modo di fare Arte che sottende ad una grammatica dell’Arte, e ad una progettualità.

Questa scuola è un'offerta, un'opportunità, l’occasione di domandarsi se vale la pena rimanere lo stesso o sognare e in qualche modo di realizzare altri modi di vivere, di stare al mondo.

Quello che proponiamo è dunque una pratica dell'Arte che diviene necessità, gioco, divertimento, presenza, presa di posizione, verità.

 

 

A CHI SI RIVOLGE

 

E' una proposta aperta a tutti coloro per cui l’arte è per vivere, è un' esperienza, è una modalità di stare al mondo, di avere relazioni, di vivere il quotidiano: è una preghiera.

Per tutti coloro che intendono fare dell’arte il proprio timone. Dunque la pretesa è quella di proporre un fare arte con professionalità, di conoscenze intorno all’arte, intorno alle diverse tecniche, linguaggi, intorno ad una disciplina e ad una responsabilità rispetto alla progettazione, all’uso dello spazio, ad una conoscenza approfondita del corpo e alle proprie risonanze.

Obiettivi della scuola sono la maggior diffusione dell’arte e la creazione di un luogo in cui si faccia arte insieme, si parli e si diffonda la storia dell’arte contemporanea, in cui si possa esporre le proprie opere, con laboratori permanenti, spazi aperti a performance e istallazioni, affinché l’arte entri nel tessuto sociale e culturale della città e contribuisca a creare un' identità nuova della città stessa.

Avviare attraverso l’arte un processo di sviluppo dell'individuo che lo educhi al riconoscimento e al perseguimento dell'estetica e dell'etica, sia dentro ad un processo creativo, sia all'interno del fare quotidiano.

Promuovere l'arte come ricerca, l'artista come un Cercatore.

 

 

SEGRETERIA E CONTATTI

 

Now è un progetto in collaborazione tra Arcobaleno IGL, Istituto Gestalt Lucca (associazione di promozione sociale di Lucca) e Isole Comprese Teatro (associazione culturale di Firenze).

E' richiesto un colloquio di conoscenza e la presentazione del curriculum vita accompagnato da una lettera motivazionale.

 

Arcobaleno IGL ISTITUTO GESTALT LUCCA

Viale San Concordio 563 Lucca, www.arcobaleno-lucca.it

Cioni Silvia 3408632301, Emanuele Perelli 3483930900

[email protected],[email protected], [email protected]

 

 

 

ASS. CULT. TEATRO 334 - 
ISOLE COMPRESE TEATRO Via dell'Orto 17
 Firenze

 

DIDATTICA E METODOLOGIA

 

Gli insegnamenti abbracceranno il vasto panorama delle arti sceniche, plastiche, visive e sonore utilizzando pratiche che spaziano dal lavoro sul corpo a quello sul testo, dal sonoro all'immagine, dall'utilizzo dei materiali alla progettazione, dalla metodologia dell'arte alla pedagogia dell'arte.

Modalità privilegiata sarà quella pratica ed esperienziale. Il corpo insegnanti proviene da una formazione non solo teorica, ma rigorosamente anche pratica; insegnamento quindi per trasmissione di dati non solo teorici, ma soprattutto frutto di esperienze personali.

Una formazione in cui lo stare con l’artista, fare esperienza con lui, cercare di vedere con i suoi occhi possa “contaminare” l'altro, aprire un immaginario nuovo, spingere verso l'esplorazione dello sconosciuto, apprendere un metodo per poi saperlo “abbandonare” e trasformare.

Scelta metodologica è quella di conferire una posizione privilegiata alla ricerca e alla sperimentazione affinché i partecipanti possano intraprendere un percorso di consapevolizzazione sul proprio modo di fare arte, affinare quindi uno stile personale, definire i temi e le intenzioni della propria ricerca, e sviluppare un metodo di lavoro del quale impossessarsi attraverso la pratica e l'esperienza.

Nel corso dell'anno i partecipanti dovranno lavorare individualmente alla ideazione, progettazione e realizzazione di due progetti di creazione artistica: un progetto di performance e un progetto d'installazione, per i quali potrà anche essere richiesta la collaborazione di più artisti o partecipanti.

E' importante che questi progetti nascano come risposta ad uno stare in relazione con l'esterno ossia ciò che è fuori da sé, una risposta all'essere presenti e in relazione ad un determinato spazio, contesto, riferimento storico culturale politico sociale. “Il progetto nasce dall'individuazione di un problema al quale si vuole dare una risposta.” Prof.ssa Monica Fedeli, Università Telematica Pegaso.

I progetti saranno poi presentati da ognuno all'interno di sessioni di lavoro specifiche, strutturate in colloqui individuali e in sessioni di gruppo, al fine di far nascere un metodo di creazione aperto e condiviso all'interno dell'intero gruppo. Il rapporto tra insegnanti e partecipanti sarà costante e diretto e si lavorerà insieme sia sulla fase progettuale che su quella della realizzazione.

Alla fine di ogni anno è prevista la realizzazione di un evento aperto al pubblico. Da un lavoro di tessitura verso una scrittura collettiva, all'interno della quale confluiranno i singoli progetti, un'opera, che vedrà impegnati i partecipanti sia nella fase ideativa che in quella organizzativa, sia nell'allestimento che nella realizzazione.

 

 

MODULO I – CORPO

 

Il corpo è lo strumento principe, non è solo un freddo esecutore esterno.

E' il luogo dove avviene la prima trasformazione, è il contenitore del processo interno, che è avvento della realizzazione esterna, è un corpo in relazione continua dove la relazione è a volte animale, erotica.

“L'enunciato di Sartre, “lo psichico e il corpo” a questo punto diventa comprensibile, a condizione che il corpo non sia inteso però platonicamente come una materia inerte a disposizione dell'anima, o come un mero segno fisico di trascendenti significati psichici, ma come ci invita a pensarlo la fenomenologia quando, al dualismo anima-corpo, sostituisce quell'originaria correlazione corpo-mondo, percui noi ci sentiamo al mondo non come corpi estesi (Korper), ma come corpi viventi (Leib) che si immettono in quella corrente di desiderio che produce l'azione e fa del corpo non l'ostacolo da superare, ma il veicolo nel mondo.” Umberto Galimberti, La casa di Psiche.

VISIONE ENERGETICA E I SUOI PRINCIPI, LAVORO SUGLI ELEMENTI, PRATICA SUL CORPO, MOVIMENTO NELLO SPAZIO, DANZA SENSIBILE, TEATRODANZA, CANTO, VOCE.

 

 

MODULO II – PROGETTARE

 

“Progettare significa fermarsi a riflettere e organizzarsi per fare quel “salto in avanti” che sta dentro al significato etimologico stesso della parola progettare (gettare pro, davanti a….). Un progetto può essere paragonato infatti ad un ponte lanciato tra la realtà di un dato momento e il cambiamento da raggiungere.” Prof.ssa Monica Fedeli, Università Telematica Pegaso.

Il progetto è l'anima della vita. E' la concretizzazione di quell'esser-ci che è sempre proiettato avanti rispetto a sé. Il progetto è la cura che si ha di sé, delle altre persone, del proprio mondo. L'amore più reale.

METODOLOGIA DELL'ARTE, PEDAGOGIA E DIDATTICA DELL'ARTE, EDUCAZIONE ALL'ESTETICA, REALIZZAZIONE DI EVENTI, REGIA E DRAMMATURGIA

 

MODULO III – PERFORMARE

 

Qual è lo specifico della produzione della PERFORMING ART e dov’è il punto di cesura fra teatro e performance? Già il fatto che sul termine performance non ci sia alcuna definizione univoca né alcuna concordia sul contenuto la dice lunga. Parliamo di un ibrido fra arte scenica e coreutica, passata attraverso studi sul movimento e presenza in scena che risalgono agli anni settanta del secolo scorso, spesso imbevuti di un qualche contenuto multimediale. Insomma, performance è tutto quello che va oltre il teatro di prosa e che spesso si connota per la sua spazio-alterità, ovvero capacità e spesso caratteristica di essere pensato al di fuori del luogo teatro.

E’ sotto gli occhi di tutti, come l'acqua per i pesci di Foster Wallace, che non hanno idea di cosa sia l'acqua in cui vivono e d'altra parte, per vederla, dovrebbero uscirne e morirne

“Duchamp ha proclamato l'oggetto come opera d'arte, io proclamo la vita come opera d'arte ” W.Vostell

PERFORMANCE E ARTI SCENICHE CONTEMPORANEE, METODOLOGIA DELLA PERFORMANCE: PRATICA E RICERCA NELLE ARTI PERFORMATIVE, PERFORMANCE, AZIONE, TEATRO, AMBIENTI VISIVI E SONORI, L'ATTORE COME PERFORMER, NARRAZIONE, INSTALLAZIONI, MATERIALI, PITTURA, PRATICA ARTIGIANALE FERRO, LEGNO CERAMICA, LAND ART

 

MODULO IV – AGIRE

 

La costruzione delle soggettività come atto performativo ci ricorda quanto il significato politico della performance risieda anche nella possibilità di sovvertire corpi, ruoli e saperi imposti dal sistema sociale, seppur nello spazio della rappresentazione. Lo spazio di rappresentazione e’ il reale. Il luogo e’ la città.

Proprio per la sua tensione sociale, l'aspetto estetico della Performance

perde d'importanza, mentre il suo ruolo sociale diventa il fulcro di tutte queste "Azioni" artistiche.

Oltre quindi all'aspetto sociale, anche se si tratta di opere pubbliche, esse hanno un carattere personale ed intimistico. Un dialogo che lega la potenza creativa dell'artista con il mondo.

La performance si integra alle dinamiche di vita ed e’ pubblica. Lo Sniggling ad esempio è una forma d’arte nata negli anni '60, a metà tra la performance e la body art, in cui uno o più performer costruiscono un evento: tempo e spazio sono gli unici elementi esterni con i quali gli esecutori devono mettersi in relazione attraverso i loro corpi per comunicare con il pubblico.
Ciò che ne risulta è una messa in scena non sempre immediatamente comprensibile, che gioca sull’allusione e sulla possibilità che lo spettatore possa/debba elaborare a livello personale il messaggio o addirittura iniziare un lavoro su se’ stesso.

I nuovi formati delle Arti della Scena e i media a disposizione (fotografia come Arte Contemporanea, video, suono, supporti digitali e piattaforme mobili, social Forum, digital Performance, video-arte, live stream) costituiscono un campo di indagine nuovo e denso di risorse e prospettive.

 CANDID CAMERA, FLASH MOB, LIVE ACT, SNIGGLING, AZIONE PUBBLICA, AZIONE SOCIALE, NUOVI MEDIA, PEDAGOGIA DEL CV.

 

MODULO V - EDUCARE ALLA RELAZIONE

 

L'Arte è frutto di una trasformazione dove l'artista risponde al mondo attraverso forme e linguaggi diversi, lo stupore di aver percepito la bellezza della realtà per un momento, così privilegiato che necessariamente deve essere restituito. Rispondere è cercare la relazione, averne cura.

EDUCARE ALL'ETICA del comportamento; EDUCARE ALLA POLITICA: democratizzazione, dialogo delle istanze interne, responsabilità e costruzione di senso; EDUCARE ALLA PERCEZIONE: alternanza tra figura e sfondo; EDUCARE ALL'ABITARE: tra spazio e alterita', una distanza abitabile; EDUCARE ALLA CIRCOLARITA': tra corrente liberatoria (dionisiaca) e di manifestazione (apollinea); la creatività come processo; EDUCARE ALLA CONFIGURAZIONE: decomporre / empasse / comporre nella ricerca della forma; EDUCARE AL GIOCO: il clown; EDUCARE AL RITO: l'arte di ritualizzare e di ripetere; EDUCARE ALLA NARRAZIONE: per una dialettica tra verità storica e verità narrativa; EDUCARE ALL'ASCOLTO DEL CORPO: il corpo come strumento nella relazione; EDUCARE ALLA CURA: identità personale e identità di gruppo.

 

 

CURRICULUM DIDATTI

 

Alessandro Fantechi e Elena Turchi sono i direttori artistici di Isole Comprese Teatro (1998) e della Scuola di Teatro Sociale e Arti Performative di Firenze (2005 ).Le produzioni e gli spettacoli sono stati rappresentati a festival nazionali e internazionali in Italia e all’estero. Si occupano di formazione con giovani attori e operatori di settore dove vengono applicate metodologie sperimentate nel teatro sociale, promuovendo e organizzando inoltre workshop e stage sul training e la pedagogia dell'attore–performer e sul clown.

Emanuele Perelli e Silvia Cioni fanno parte dell'Associazione Arcobaleno Istituto Gestalt Lucca che da anni organizza nel campo dell’Arte convegni, mostre, spettacoli e corsi di formazione sulla, danza, teatro, voce, installazione, lavorazione dei materiali, pittura, in collaborazione con altre realtà. Da anni organizza sul territorio della provincia di Lucca il Convegno/Maratona sulla creatività “DAIMON”, e la Scuola D’Arte cercando di intrecciare differenti tradizioni e discipline al fine di sviluppare e stimolare la creatività

Gianni Capitani, artista e gestalt counsellor, nasce a Roma nel 1949. Consegue il Diploma di Liceo Artistico a Roma nel 1970. Frequenta la Scuola Politecnica di Design e l’Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano nel 1971. Nel 1974 consegue il Diploma in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. Nel 1974 frequenta la Scuola di Arte di Voss in Norvegia e nel 1975 l’Universitá dell’Arte a Tokio.Nel 1980 ottiene una borsa di studio dal Ministero degli Affari Esteri del Messico , con il fine di realizzare una ricerca fotografica su diversi aspetti della cultura popolare messicana, presso la Dirección General de Culturas Populares. Dal 1985 é docente di Visual Design presso l’Accademia di Costume e di Moda di Roma. Nel 1996 ottiene il diploma di Gestalt Counselling presso l’Istituto Gestalt di Firenze e fonda l’Istituto Fenix, Centro per lo Sviluppo del Potenziale Umano. Ha partecipato a seminari dell’Istituto Rio Abierto, Centro per lo Sviluppo Armonico dell’Essere Umano, e al programma SAT di Claudio Naranjo.L’Istituto Fenix é iscritto all’AICO – Associazione Italiana di Counselling. Dal 1998 é docente nella Scuola di Arteterapia Onlus convenzionata con l’Universitá degli Studi di Roma “Tor Vergata”. Dal 1978 ad oggi ha realizzato esposizioni personali e collettive, e dal 1991 ha ampliato l’attivitá artistica integrandola con la professione di Gestalt Counsellor fondamentalmente centrata sullo sviluppo della creativitá e dell’educazione estetica.

Roberto Martini è nato a Lucca nel 1960. Pittore, grafico, designer, insegnante e counsellor. Da 25 anni insegna Progettazione Grafica e Educazione Visiva presso il Liceo Artistico Russoli di Pisa www.artepisa.it. Da 12 lavora come designer esclusivo e grafico per la ditta audio analogue www.audioanalogue.com. Per 8 anni lavora come creatore di videofondali per il Teatro Verdi. Come grafico lavora per l’Università di Pisa e vari privati www.unipi.it. Ha esposto in numerose mostre e rassegne nazionali e internazionali. Ha collaborato come grafico, artista multimediale, scenografo, insegnante con Erica Lecci, Paul Goebel, Sandra Stocchi, Daniele Dinelli, Andrea Pucci, Giovanni Chiapello, Flora Gagliardi, Claudio Proietti, Cristina Lazzari, Franco Farina, Lorenzo Mucci, Renzo Boldrini, Giovanni Del Vecchio, Ilario Luperini, Aldo Giorgio Gargani, Giacomo Roberto, Emanuele Perelli, Eugenio Sanna, Giacomo Verde, Flavia Bucciero, Beatrice Meoni, Peter Becker, Giacomo Verde, Loris Cecchini, Laura Meoni, Gianni Capitani, Paolo Quattrini e altri.

Valeria Muledda lavora come artista, attrice e performer. Si forma e lavora con gli esponenti del teatro nazionale e internazionale. Laureata in Filosofia presso l’Università di Firenze, nel 2009 consegue il MA in Visual Art & Curatorial Studies presso Naba, Nuova Accademia Belle Arti di Milano, dove è attualemente docente di Arti Performative. Nel 2002 è tra i fondatori del multiple-name Svarnet (selezione nazionale PREMIO EXTRA 2008, G.A.I; selezione nazionale Es.terni, Festival Internazionale della Creazione Contemporanea, Terni 2007). Vive tra l’italia e la francia dove fà parte del progetto internazionale di ricerca-azione Le Jeu d’Orchestre, recherche-action en art dans les lieux de privation de liberté, in collaborazione con le Centre d’Etude des Arts Contemporains (CEAC) et l’Université Lille 3, France. Nel 2012 fonda STUDIOVUOTO - Studio di architettura che non costruisce, laboratorio transdisciplinare che chiama a sé artisti, abitanti ed architetti in progetti di attraversamento vivo del territorio. Allieva del lignaggio di Swami Rama dell' Himalaya, é insegnante di Yoga e Meditazione secondo la Tradizione Himalayana. Tra le ultime partecipazioni FUNDING FOR ISOLA, Click or Clash? Strategie di collaborazione, LaRete Art Projects, Galleria Bianconi, StartMilano, Milano 2012 ; Oggi a Me Domani a Te, FUGU, A taste to die for, Spazio Punch, Venezia 2012. Allieva diretta della Tradizione Himalayana è Insegnate di Yoga e Meditazione diplomata presso l’HYI di Firenze e AIMSHIN, Rishikesh, India.

workshop di arti performative e ricerca artistica

≠ No Where / Now Here - luoghi reali fuori da tutti i luoghi

Il lavoro seminariale di ricerca artistica No Where/Now Here attraversa il contributo di differenti ambiti disciplinari (arte contemporanea, teatro, architettura, filosofia) nella costruzione partecipata di un processo poetico che non separa la teoria dalla prassi. Per il tramite dell’agire processuale tipico delle arti-azione, obbiettivo del lavoro è quello dimettere gradualmente in atto condizioni che rendano possibile uno spostamento, una deriva che è ricerca, dove il corpo e lo spazio possano darsi come luogo di utopia e creazione, come luoghi reali fuori da tutti i luoghi. Il corpo e le arti-azione si incrociano quindi in pratiche di ricerca interdisciplinari, traversando lo spazio della scena intima-individuale verso quella di uno spazio aperto e condiviso di espressione e nuova creazione al di là delle categorie. Il seminario è aperto e si rivolge ad artisti e creatori, attori e danzatori, ed a coloro che intendono sperimentare consapevolmente una poetica interdisciplinare dello spazio e della creazione.

Dejan Atanackovic (Belgrado, 1969) ha realizzato mostre personali e progetti di comunicazione pubblica in Serbia, Italia, Slovenia, Bosnia, Canada, Albania, Stati Uniti... Ha curato mostre di artisti, studenti d'arte e pazienti psichiatrici. Insegna corsi universitari (multimedia) presso lo Studio Art Centers International di Firenze. Ha insegnato corsi di arte multimediale all’Accademia di Belle Arti di Firenze (2002-04) e Libera Accademia di Belle Arti di Firenze (2004). È il fondatore del Centro Studi Internazionali d'Arte di Belgrado e l'ideatore del Progetto Outside, scambio culturale e didattico fra Firenze e Belgrado, dedicato allo studio delle città.In collaborazione con il Centro per la Decontaminazione Culturale di Belgrado, dal gennaio 1999 ha sviluppato il progetto Perfect Future, interventi pubblici e installazioni in gallerie. Dal 2003 la sua opera multimediale Golem Project è stata presentata a Belgrado, Firenze e Sarajevo, come mostre personali e come parte di festival d’arte conemporanea. Ha curato per la manifestazione Fabbrica Europa l’evento Outside: Art in Education (Stazione Leopolda, Firenze 2001) con la video partecipazione di Adriano Sofri, e il volume di documentazione Lettere sul corpo, Morgana Edizioni 2003. Con il sostegno dell’Istituto Italiano di Cultura a Belgrado, recentamente ha curato eventi espositivi Infinity Enclosed (Robert Gligorov, Luca Matti, Aroldo Marinai, Melania Lanzini e Krista Steinhauer), Pinocchio Project di Edoardo Malagigi (realizzazione del gigante pupazzo di cibo destinato a un orfanotrofio) e Termination Shock di Robert Gligorov (18 cartelloni - lightbox nel cetnro di Belgrado). Opere recenti di Dejan Atanackovic includono una serie di video, musiche, scritti e immagini digitali intitolati Orphic Fragments, che trattano il tema del rapporto fra spazio e memoria. Vive e lavora a Firenze e Belgrado.

Cora Herrendorf (Buenos Aires, 1949). Nel '74, fonda a Buenos Aires con Horacio Czertok la Comuna Nucleo con cui 4 anni più tardi abbandonerà definitivamente l'Argentina stabilendosi in Italia, a Ferrara, dove il gruppo prenderà il nome odierno di Teatro Nucleo. Dal '74 ad oggi lavora come attrice e/o regista in tutte le produzioni del Teatro Nucleo, di cui ricordiamo fra le altre: "Chiaro di Luna" (1978), "Luci" (1980), "Sogno di una cosa" (1984), "A Media Luz" (1986), "Vocifer/azione (1987), "Quijote!" (1990), "All'Alba" (1993), "Francesco" (1993), "Mascarò" (1995), “Tempesta” (1997), “Guernica” (1999), “Vocifer/Azione 2” (2000), “Frankenstein” (2001), “Esilio” (2007) Sin dal '74, Cora Herrendorf, parallelamente al lavoro d’attrice e regista, si occupa dell'applicazione delle tecniche di ricerca teatrale alle terapie di recupero dei disabili psicofisici e lavora presso svariate istituzioni psichiatriche pubbliche e private e comunità per ex-tossicodipendenti in Argentina, Germania, Norvegia, Svezia, Italia. Questa lunga ricerca applicata la porta a fondare, nel '95 a Ferrara, il CETT, Centro per il Teatro nelle Terapie, dove si occupa prevalentemente della formazione di operatori sociosanitari, attraverso la Scuola per Operatori Teatrali nel Sociale “L’Attore Sciamano” che dirige presso il Teatro Julio Cortazar. Nel 2007 dà vita a Donne Comunitarie, gruppo teatrale comunitario di genere, per cui dirige gli spettacoli “Signora Memoria” (2007), “La Balera di Filomela” (2009) e “Asylum – il manicomio delle attrici” (2012). Da quasi quarant’anni, Cora Herrendorf, tiene seminari di formazione per giovani attori e ha sviluppato una propria peculiare metodologia pedagogica che la fa apprezzare come Maestra di Teatro in svariate parti del mondo.

Claude Coldy danzatore e coreografo, dal 1982 si dedica all'insegnamento, conducendo seminari di Danza Sensibile® in Italia e in Europa, sia in studio che in natura. Dal 2003 propone cicli triennali di Formazione in DS con l’obiettivo di preparare gli insegnanti alla trasmissione pedagogica e artistica attraverso gli strumenti propri della Danza Sensibile.

 

 

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“Su questa terra è dato soltanto iniziare il movimento delle cose” Franz Marc

 

MANIFESTO POLITICO SULL’ARTE

Si fa arte per vivere o si vive per fare arte?

Probabilmente si fa arte per vivere!

Serve l’arte quando le divinità costituiscono antagonismi e guerre.

Serve l'arte quando il senso del mondo è sopraffatto dalla banalità di conquiste a poco prezzo.

Serve l’arte per comunicare a più livelli.

Serve l'arte come preghiera ad un Dio immanente che non può più avere un nome perché possa avere il nome adatto a tutti.

L’artista deve essere ribelle e non servile, sradicato e non radicato, insubordinato piuttosto che obbediente.

L’identità dell’artista non può essere territoriale, nè di sangue, questa attitudine a fare arte è basata essenzialmente sul cuore.

Una pratica dell'Arte che diviene necessità, gioco, divertimento, presenza, presa di posizione, verità, cercando di sviluppare nelle persone un gusto etico ed estetico.

Il fatto che l’Arte contemporanea e le Arti performative si siano sottratte agli steccati di discipline particolari, non significa averle private di rigore, sul piano del pensiero e della realizzazione.

Non basta avere un'idea, occorre saperla tradurre in un dispositivo efficace.

Deve stupire.

“Innumerevoli composizioni e decomposizioni che hanno luogo tra l'intelletto e i suoi mille materiali prima che si arrivi alla trepida, delicata, vibrante percezione della Bellezza” J. Keast

I temi della forma e del contenuto sono i problemi dell'arte.

“Tutto ciò che in arte è autoctono, autonomo, e non si sostiene sulle stampelle dell'abitudine,ha il nostro devoto amore” Franz Marc 1914

L'opera d'arte è data da due elementi uno interiore, l'altro esteriore.

Elemento interiore, è l'emozione dell'animo dell'artista, che desta in chi la percepisce, una vibrazione spirituale parallela (così come il tono musicale di uno strumento obbliga alla risonanza il tono corrispondente di un altro).

Il materiale (l'artista) e tra il materiale e l'immateriale (lo spettatore).

Emozione – senso – opera – senso – emozione.

La vibrazione spirituale dell'artista deve perciò come mezzo d'espressione trovare una forma materiale capace di essere intesa.

E questa forma materiale è anche una seconda cosa, cioè l'elemento esteriore dell'opera d'arte.

L'opera d'arte è un unione piena, necessaria, inevitabile, inscindibile, di elementi interiori ed esteriori, ovvero di forme e contenuti.

Nell'arte la forma si determina invariabilmente attraverso un contenuto e la sola forma esprime e materializza il proprio contenuto.

L'artista, solo, può valutare la qualità dell'opera d'arte, a lui è dato da vedere se essa è conforme e fino a qual punto la forma si adegui al contenuto, che chiede imperativamente di essere incarnato.

La maggiore o minore misura in cui questa incarnazione o rispondenza, ha luogo, è anche il criterio di valutazione della sua bellezza.

Questa opera bella è una forma esteriore alla quale corrisponde pienamente il contenuto interiore (che è un ideale eternamente irraggiungibile).

In tal modo la forma dell'opera si determina in sostanza secondo la propria necessità interiore.

Il Principio della necessità interiore è sostanzialmente l'unica legge immutabile dell'arte.

E' pericoloso quando esiste una corrispondenza della forma alla cosiddetta “natura”, cioè alla natura in senso esteriore, poiché distoglie dall'unico problema: le forme, come incarnazione del proprio contenuto.

“La forma è l'espressione materiale d un contenuto astratto” W. Kandinsky. In un caso l'uomo è il tramite, il passaggio, e non sceglie; nell'altro caso l'uomo compartecipa all'incarnazione, sceglie.

La bellezza e la verità sono il segreto e il cuore della creazione, la verità è bella e la bellezza è vera.

La verità è che nulla può essere diverso da com'è.

La verità è che ogni parola scaturisce necessariamente dalla precedente, che non si può togliere ne aggiungere niente senza perdere qualcosa.

La bellezza è che una linea non può essere spostata di un millimetro ne da una parte ne dall'altra, in un dipinto, senza che l'unità ne soffra.

La verità è che quella stessa linea non può essere spostata perché non si abbia una perdita senso.

L'obiettivo è creare un opera che sia allo stesso tempo bella e vera in ogni suo dettaglio.

Lo stile è forma e contenuto allo stesso tempo, entrambi altrettanto necessari.

Il fruitore deve esitare costantemente tra la tentazione di ascoltare la musica delle parole, di un gesto, di un colore e quella di dimenticarla per capire il contenuto.

Ogni parola, ogni gesto, ogni linea, ogni colore è sia suono che contenuto.

Nessuno dei due è più importante dell'altro, nessuno deve prendere il sopravvento.

Fare un Opera è scegliere sia per la forma che per il contenuto, tanto per la sua bellezza quanto per la sua verità, tanto per la forma, quanto per il contenuto.

La via dell'essere umano è lo spirito, e il fine è quello di perfezionare l'anima, svilupparla, educarla.

L'anima come il corpo cresce con l'esercizio, come il corpo cresce con il movimento. Il movimento è vita, la vita è movimento.

Da qui diventa chiara la frase: il senso è lo scopo dell'arte.

Tutta la natura, tutte la manifestazioni nel mondo intero agiscono continuamente sull'anima; ogni fenomeno tocca l'essere umano lasciando tracce e sfiora le corde della sua anima.

Queste corde vibrando risuonano e l'anima si perfeziona sempre più quanto più ha occasione di vibrare.

Come il vento sulle rocce delle montagne.

Ma i fenomeni naturali espressi da suoni occasionali, colori, linee, forme si ripercuotono nell'uomo alla rinfusa, in modo scoordinato.

E' necessaria una forza, che con impeto, obblighi questi suoni occasionali e casuali del mondo in una combinazione ordinata, che possa avere un ordinata influenza sull'anima.

Questa forza è l'arte.

“Una combinazione ordinata di elementi isolati, cioè una combinazione quanto più possibile conforme a un determinato scopo per essere la bellezza” Wassily Kandinsky da Odesskie Novosti 1911

Molte persone intendano l'esperienza trascendente come un afflato, una spinta verso, verso l'alto, l'altissimo; io credo che questa spinta abbia e debba avere una direzione verso l'interno.

Come se la forma e il contenuto dialogando, creano uno spazio, un campo dove entra lo spirito santo, la colomba, la benevolenza a formare quel terzo elemento, che crea trinità.

Questa trinità è la forza riordinatrice, è l'arte.

Ogni epoca ha un suo fine interiore, dunque una sua bellezza esteriore. La bellezza consiste nell'esprimere la sua interiorità.

“Io l'arte moderna non la capisco!”

Non importa se non capisci, l'artista capisce, lo spettatore deve aprire il corpo e lasciare che l'anima vibri, assimili, cresca.

Guardando un opera non c'è bisogno di capire, di conoscere ma di sentire con animo disponibile, gentile.

L'arte è immagine viva del campo del sentimento.

Se non vuoi sentire, l'arte rimarrà oscura, muta.

“Forse il tempo dell'udire e del vedere non è ancora maturo” Wassily Kandinsky prefazione II edizione Cavaliere Azzurro.