UN LABORATORIO PER L’INESISTENTE

Data / Ora
Date(s) - 05/04/2019 - 07/04/2019
15:00 - 19:00

Luogo
Sede Associazione Arcobaleno


Conduce Armando Punzo – Regista, Direttore Artistico della Compagnia della Fortezza

 

In occasione dei 30 anni della Compagnia della Fortezza, Armando Punzo realizzerà nel prossimo triennio, una serie di laboratori, incontri e workshop, in diverse città Italiane e all’interno del Carcere di Volterra, allo scopo di condividere, le tematiche e le pratiche della nuova ricerca artistica che sta conducendo insieme agli attori della sua compagnia.

Utilizza una metodologia unica che lo ha portato in questi anni, alla creazione di opere nelle quali le pratiche perfomative si sono intrecciate a riflessioni filosofiche. Il suo lavoro, libero da vincoli stilistici e da riferimenti di genere, ha trovato nutrimento e stimolo nella ricerca e restituzione del vero senso di grandi opere della letteratura mondiale.

Il lavoro, che caratterizzerà la tappa di NOW a Lucca prenderà le mosse dalle sue tre ultime opere teatrali: “Dopo la Tempesta – l’Opera segreta di Shakespeare“, “Le parole lievi – cerco il volto che avevo prima che il mondo fosse creato” e “BEATITUDO”, queste ultime due ispirate all’immensa e l’onirica opera letteraria di Jorge Luis Borges. In esse i protagonisti abbandonano un’umanità apparentemente immutabile per cercare un’altra possibilità, dopo avere preso consapevolezza di far parte di un affresco che li ha disegnati per sempre icone immobili, ripetizioni di altre vite passate e future.

Il lavoro è aperto a tutti gli interessati.

 

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Quando: 5/6/7 aprile 2019 – Venerdì dalle 15:00 alle 19:00 – Sabato e Domenica dalle 10:00 alle 19:00 –  E’ prevista una pausa pranzo in orario a discrezione del conduttore

Dove: presso la sede dell’associazione Arcobaleno I.G.L. Lucca – Via del Brennero 1040/u 55100 Lucca.
E’ possibile dormire presso la sede versando un contributo di 5 euro a notte (portando un con sacco a pelo).

Costo: 150 euro (di cui 50 euro all’atto di iscrizione da versare tramite bonifico bancario)

Nota bene:

  • Iscrizione obbligatoria. Termine iscrizioni 25 Marzo 2019;
  • Tessera associativa Arcobaleno obbligatoria (può essere fatta il giorno stesso – costo 10 euro).

Per info o iscrizione: Silvia 3408632301, cionisilvia75@gmail.com,

 

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Per Armando Punzo, paradossalmente, il carcere è diventato il luogo dove reinventare il teatro e restituirgli la sua necessità. Trenta anni fa ha concepito e battezzato una rivoluzione culturale e sociale: trasformare il carcere in luogo di cultura, e ancora oggi la cavalca senza scendere a patti o a compromessi, fermamente intenzionato a non lasciarsi distrarre da chi è incapace di andare oltre quello che vede con gli occhi e a non lasciarsi tentare da strade più facili. Senza mai accontentarsi di quanto già fatto, senza badare a premi e riconoscimenti, senza cedere alle lusinghe, il carcere di Volterra è rimasta la sua casa, per quello che è un esilio volontario, un ergastolo voluto, una scelta di vita. Con tutte le sue energie, oggi sta lavorando per realizzare un sogno: creare il primo Teatro Stabile in un Carcere. Sogno e necessità, lucida follia e concretizzazione di un’altra impossibilità: quello che da sempre ha segnato la sua storia.

http://www.compagniadellafortezza.org/new/carte-blanche/armando-punzo/

 

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“[…] Incrinare il principio di realtà, quindi, a partire dai testi di Borges, nei quali il lettore viene costretto ad allontanarsi dalla razionalità e concretezza, e portato necessariamente a perdersi in un mondo di infinita immaginazione, di molteplici possibilità creative e assoluta libertà espressiva e di pensiero, nel quale i sogni rappresentano un vero e proprio genere letterario, cogliendo sempre l’essere umano nel momento in cui sta cercando se stesso fuori dalla vita ordinaria.

La struttura dei testi di Borges è aperta e mobile: c’è un germinare continuo degli elementi, che si moltiplicano in mille direzioni non prevedibili logicamente. Nell’affrontare questo autore, ci si ritrova non più di fronte ad uno scrittore, ma all’intero universo.

Come nel labirinto, metafora della vita e dell’universo o nel giardino dei sentieri che si biforcano e si riuniscono, dove si è portati continuamente tra il vero ed il falso, tra il reale e l’irreale, in una serie di infinite possibilità.

Cosa è reale? È reale quella finestra? Sono reali quelle punte di ferro? Sono reali quelle mura che ci proteggono? E l’aria che si muove dolcemente oggi, e il cielo che guardiamo sempre poco, e il sole nostro padre e madre, tutore, angelo custode che nasconde la sua corruzione in miliardi di anni, e la mia mano, e la notte che la nasconde, e i miei occhi che non possono vedersi se non in un riflesso, e la schiena dell’altro che non sarà mai la tua e la ricorda e te la rappresenta per non darti da pensare, e il cuore che batte nascosto il suo moto vitale infinito, che ripete con le sue fragili forze quello delle stelle, delle acque che battono una riva, che fluiscono tra morbidi argini e ferme specchiano il Narciso di un attimo, e la luna che cresce, decresce fino a farsi dimenticare, e l’anima che non si trova tra le viscere, in nessun luogo situabile, e l’amore oltre noi, insostenibile, che svela la nostra incapacità, e lo sforzo di comprendere la natura che ci sfugge come una tenera gemma che appare al mondo, e il colpo di un artiglio crudele e giusto, e le umane vicende che si ripetono senza tempo, e il dolore che ci cerca? Questo attimo è reale, solo questo, quest’attimo che li condensa tutti e li nega, li sospende, quest’attimo che non potrai mai trattenere e la cui forma svanirà per sempre per apparire in altre forme mutevoli ” 

(Armando Punzo)

 

” […]  Solo colui che ogni cosa volle giocarsi trovò, nella privazione, la pace perfetta. E allora lacera quanto hai cucito e non ricucire più quanto hai stracciato! Brucia con il tuo infuocato respiro tutto ciò che possiedi, sino alla punta dei tuoi capelli, e poi raccogli le ceneri e siediti sopra di esse, e infine disperdile affinché il vento della divina gloria ne confonda ogni traccia! Se così agirai, sarai libero da tutto, altrimenti ogni cosa che possiedi ti farà patire sino alla morte! Se non morirai alle cose che ti appartengono, come ti sarà possibile posare i piedi nel vestibolo del suo palazzo? Nella prigione di questo mondo non si può vivere a lungo, ritira dunque le mani da quanto in essa hai trovato! Nell’ora della morte tutto ciò che possiedi ti succhierà il sangue, diverrà il tuo carnefice! E in primo luogo ritira le mani da te stesso, perché solo così potrà iniziare il tuo cammino sulla via. Non illuderti di poter affrontare il viaggio se non saprai giocare lealmente.”

(Farid Ad-Din Attar, Il verbo degli uccelli)